Un grazie all’amico Lino per la splendida poesia intitolata “Il Castello di Squillace” che ci ha inviato e con la quale ha partecipato al Premio Vivarium 2012. L’autore immagina il primo impatto della principessa Sancha d’Aragona*, moglie di Goffredo Borgia (figlio di Papa Alessandro VI) al suo arrivo al paese.
Da sempre sostiene che altre figure, oltre ai già noti Cassiodoro e Guglielmo Pepe, legate a Squillace possono essere valorizzate e Sancha è una di queste.
Il Castello di Squillace
dal mare volgo gli occhi al cielo,
alla collina verso l’orizzonte, l’afa d’estate nell’aria getta un velo
e confonde la pianura con il monte.
Mi ritrovo così a immaginare
Sancha d’Aragona e la sua corte
che da Napoli giungeva a questo mare
e Squillace le apriva le sue porte.
Il golfo luminoso alle sue spalle
di fronte ulivi verdi ed un ruscello
di lato aranci e sfumature gialle
in alto, maestoso, il suo castello.
Pensasti, forse non è brutto
lasciar parenti, lusso e nostalgia,
credevi di aver perso tutto ora
dinnanzi agli occhi, la magia.
E con Goffredo, principe bambino
che un Papa cupo volle darti in sposa,
salutavi chi con un inchino
ti rendeva omaggio speranzosa.
Pensar mi piace che amasti quella gente,
forte e sincera come questa terra,
che in fondo chiedeva solamente
un po’ di pane e senza mai la guerra.
Guardo ancor, prima che il sole muoia,
e alla mia mente immaginare piace
di Sancha una lacrima di gioia
mentre entra nel castello di Squillace.
*Sancha d’Aragona (1478 – 1506) Principessa di Napoli e di Squillace, contessa d’Alvito, era la figlia illegittima di Alfonso II di Napoli e dell’amante Trogia Gazzela, quindi sorella di Alfonso d’Aragona.
Era moglie di Goffredo Borgia, figlio quartogenito del papa Alessandro VI.